Da un seme nasce un albero

Quando voglio creare un nuovo vivaio di alberi da frutto, partendo da seme, comincio col raccogliere i nòccioli dei frutti che voglio riprodurre. Quest’anno è toccato ai mirabolani e alle susine gialle.

In primavera ed estate, dopo aver mangiato i frutti, metto i semi a seccare in un recipiente aperto sul davanzale di casa, in modo che aria e luce impediscano lo sviluppo di muffa.

Quando arriva l’inizio dell’autunno preparo il materiale occorrente alla  semina:

L'occorrente per la semina.
Pronti per la semina.
  • Qualche decina di vasetti di plastica di piccole dimensioni (tipo quelli in cui vengono vendute le primule).
  • Terriccio.
  • Vassoi di plastica (sono perfetti quelli sagomati per vasi da fioreria, con capienza di 15 posti) o cassette.

 

 

Comincio col riempire ogni vasetto con il terriccio, quasi fino all’orlo, comprimendolo bene in modo che successivamente non ci siano cali di volume troppo marcati.

I semi di mirabolano nei vasi colmi di terriccio.
I semi di mirabolano nei vasi colmi di terriccio.

Ripongo tutti i vasi nel vassoio e vi metto dentro due o tre semi ognuno. Quando tutti i vasetti sono stati seminati passo con un’ultima spolverata di terriccio e comprimo ancora un poco.

Alla fine prendo i vassoi e li ripongo all’esterno vicino a casa, possibilmente a ridosso di un muro, orientati a sud, in modo che prendano sole.

Innaffio una sola volta per permettere al terriccio di assestarsi e poi abbandono tutto alle intemperie fino alla primavera successiva, quando germoglieranno le nuove piantine.

Un pompelmo di 6 mesi.
Un pompelmo di 6 mesi.

Nota: nel caso di frutti consumati in inverno, come le mele, metto i semi nei vasi quando fuori c’è ancora molto freddo, senza aspettare le miti temperature primaverili. Se invece i semi vengono da frutti che crescono meglio in regioni più calde, come gli agrumi, semino quando le temperature non sono più tanto rigide (mese di aprile).

Aggiornamento (30.03.2017): dopo circa 4 anni dalla semina dei nòccioli di albicocco i giovani alberelli hanno fatto i loro primi fiori. Vedremo se riuscirò a mangiare anche dei frutti! 😉

 

 

 

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3 pensieri su “Da un seme nasce un albero”

    1. Beh, considera che tutte le cultivar di frutti conosciuti trovano la loro origine in piante nate da seme: l’uomo non ha inventato le varietà di frutta (ci prova oggi con gli ogm) ma ha solo scoperto il metodo di propagare le cultivar che preferiva con l’innesto. Tali cultivar erano il risultato di incroci naturali o pilotati i cui risultati più soddisfacenti sono stati preservati e mantenuti nei secoli. Come si fa d’altronde con le razze domestiche degli animali. Voglio dire che spesso le piante nate da seme regrediscono alla forma ancestrale (e allora se vuoi che producano qualcosa di buono devi usarle come portainnesto di una cultivar conosciuta) ma a volte, se si ha fortuna, l’incrocio genetico potrebbe dar vita a una nuova e ottima cultivar. Poi, per mantenerla nei decenni, o nei secoli, bisogna prelevarne dei pezzi e innestarli su piante portainnesto. In fin dei conti tutti gli alberi che si acquistano in vivaio sono il risultato di una staffetta biologica che vede il passaggio su vari portainnesti di materiale proveniente da una pianta madre originale, nata decenni o secoli prima.

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  1. Nel caso specifico dei mirabolani sono sicuro al 90% che daranno frutti buoni in quanto è un’essenza che già allo stato spontaneo si riproduce autonomamente da seme dando frutti simili alla pianta madre.

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